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Mordente, chiacchierata a 360° con la guardia della Virtus Roma

14:30 22 Febbraio 2012 Redazione Worldbasket

Fonte: Basket Live - Simone Timpone

Marco Mordente "Se in difesa tutti tengono il culo basso, quando vai dall’altra parte ti senti più leggero". Chiacchierata a 360° con la guardia della Virtus Roma, che ci parla del momento della sua squadra, della questione arbitraggio delle Final Eight con annessa opinione sulla foto incriminata pubblicata da Gentile su twitter.

Roma è entrata in una delle settimane più importanti della sua stagione. L’esito della partita di domenica contro Siena dirà molto sulle future possibilità della Virtus . Una prestazione convincente contro una delle squadre più in forma d’Europa potrebbe rappresentare per Datome e compagni un insperato trampolino di lancio verso una rincorsa ai playoff.
Al contrario, una debacle come quella dell’andata (-33) farebbe ripiombare Roma nell’anonimato, facendo apparire una striscia di 3 vittorie più come una maledizione che come una speranza. Con le Final8 di mezzo la Virtus ha avuto due settimane per preparare quella che, senza nessun tipo di retorica, si può definire un’impresa.
Vedendo come si sta allenando la squadra agli ordini di Calvani, sembra proprio che il gruppo non veda l’ora di giocare questa partita: Datome si butta su ogni pallone, Slokar richiama all’ordine qualche under distratto, Tucker serve assist a ripetizione e Mordente dispensa concretezza e consigli.
Per capire che aria tira siamo andati proprio da lui, da Marco Mordente, uno che fino a qualche mese fa era considerato nemico giurato dei tifosi romani, ma che grazie al suo carisma e serietà ha fatto ricredere tutti.
Ormai è qualche mese che sei a Roma. Sembra che tu abbia gestito bene il difficile passaggio da capitano dell’Olimpia a giocatore della Virtus:
"I tifosi di Roma mi hanno accolto benissimo sin dall’inizio. C’era stato uno screzio ma come hanno capito tutti da subito era una cosa vecchia, non riferita alla società o contro la tifoseria, bensì contro un giocatore che non si era comportato bene. Comunque è acqua passata ora sono contento perché dopo tanti alti e bassi siamo con una striscia di vittorie aperta. Per quanto riguarda Milano, mi ha fatto piacere essere stato accolto bene perché vuol dire che in questi anni ho lasciato un ricordo positivo".
E’ stato il fine settimana delle Final8. Milano è andata vicina a battere Siena, molti tifosi dell’Olimpia hanno recriminato contro i 5 secondi fischiati a J.R. Bremer. Da giocatore cosa pensi quando è un fischio ad indirizzare una partita e cosa pensi dell’azione in questione.
"Per scelta mia non ho voluto vedere le partite della Final8, quindi non so a cosa ti stai riferendo di preciso. Da giocatore ti posso dire che gli arbitri fanno parte della partita, a volte ti possono penalizzare a volte ti possono avvantaggiare. Nei secondi finali possono arrivare stanchi e come noi sbagliamo un tiro, loro possono sbagliare una chiamata".
Proprio a seguito del finale di partita sono nate molte polemiche intorno ad Alessandro Gentile. Da veterano azzurro cosa ti senti di dire ad uno dei giovani talenti più importanti del nostro Campionato? (la guardia di Milano ha twittato un fotomontaggio nel quale i volti dei tre arbitri della semifinale erano sovrapposte a quelle di 3 giocatori di Siena in divisa da gioco).
"Secondo me ha fatto bene perché è stato un modo per sdrammatizzare, per scherzarci su senza darci eccessiva importanza. L’ha fatto in maniera goliardica e finisce lì, è molto più grave quello che ci si ricama intorno che il gesto in sé. Ben vengano queste cose per sdrammatizzare e per ridere su quello che succede in campo. Ha messo una foto senza scrivere nulla di offensivo, l’importante è che quando si scende in campo ci si comporti da professionisti e si pensi solo a giocare".
Domenica arriva Siena e Roma viene da due vittorie consecutive. Meglio affrontare una Montepaschi reduce dal tour de force Final8-Top16, oppure avresti voluto giocarci subito sfruttando il vostro buon momento?
"Sicuramente avrei preferito non giocarci per niente. Siena ancora una volta è riuscita a costruire un sistema solido; cambiano i giocatori passano gli anni, ma riescono sempre a ricreare quella mentalità vincente che è fatta di tante piccole cose. Sfiga ha voluto che questa partita arrivi adesso perché uno la può leggere come vuole. Si potrebbe ugualmente dire che arriverà stanca per la Coppa Italia oppure che arriverà carica per la vittoria in Coppa Italia. Noi speriamo di confermare il nostro trend positivo, per quanto riguarda soprattutto l’atteggiamento e l’approccio alla gara".
Nella partita contro Varese sono stati molti a rilevare tanti spunti positivi. Cosa ha fatto la differenza rispetto ad altre prestazioni obiettivamente scialbe della squadra?
"Le vittorie contro Varese e contro Montegranaro sono state caratterizzate dal fatto che in un determinato momento della partita è cresciuta la nostra intensità difensiva. Se in difesa tutti tengono il culo basso, quando vai dall’altra parte ti senti più leggero e riesci a prendere le decisioni più giuste perché sai che dietro hai i compagni che ti aiutano. La cosa che più mi è piaciuta di queste due partite è l’apporto che tutti quanti sono riusciti a dare, chiunque è entrato ha fatto il suo seppure in modo invisibile per tanti, ma molto importante per la squadra".
Come ti spieghi la difficoltà che stai incontrando nel tiro da tre?
"Non me lo spiego e preferisco non pensarci. E’ la prima volta che mi capita, l’importante è continuare ad avere fiducia sperando che entri quella che conta".
Dall’esterno sembra che non ci sia ancora grande amalgama tra giovani e della squadra e giocatori più esperti. Gordic e Djedovic sono due giocatori molto talentuosi ma a volte sembrano due corpi estranei. E’ evidente la differenza di intesa che avete te, Datome, Kakiouzis e Tucker rispetto a quella che avete con loro due.
"Purtroppo l’intesa tra me e Kakiouzis nasce dal fatto che siamo dei vecchi e che ci conosciamo bene avendo giocato contro per anni; l’intesa con Datome nasce dall’aver giocato insieme anche in Nazionale. Non vedo questa differenza con Gordic e Djedo, anche perché sono giovani ed è normale che possano avere dei cali di concentrazione".



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