Per la nostra rubrica “fans duxit” in cui sono i nostri fans a scegliere il personaggio su cui noi di Basketlive dovremo incentrarci, la quarta edizione tratterà di Jeremy Lin, il giocatore che nelle ultime settimane spopola nelle tv e riempie le prime pagine dei giornali di tutto il mondo per l'eccezionale storia di cui è protagonista
Gli inizi
Jeremy Lin nasce a Los Angeles il 23 agosto 1988 da genitori asiatici emigrati negli States, suo padre ingegnere nella Silicon Valley è nato a Taiwan, mentre sua madre è di origine cinese, entrambi non superano 1.68m di altezza. Jeremy cresce a Palo Alto (California) ed è il secondo di tre figli, insieme ai suoi fratelli inizia a giocare a basket all'YMCA (Young Men Christian Association), infatti la sua è una famiglia estremamente legata ai valori cristiani. L'High School
Lin frequenta il liceo della sua città, la Palo Alto High School. Nell'anno da senior (con 15 punti 7 assist e 6 rimbalzi di media) è il principale protagonista dell'exploit della squadra, che chiude la stagione con un record di 32-1 vincendo l'Interscholastic California Federation. Inoltre scrive per il giornale della scuola e durante il periodo estivo lavora come stagista per il senatore Joe Simitian. Harvard University
Finito il liceo Jeremy manda il suo curriculum e un DVD di suoi highlights a diversi college, col sogno di poter indossare la casacca di Stanford, il cui campus è vicinissimo al liceo di Palo Alto, o UCLA. Ma nessuno sembra credere in lui e le uniche università che gli concedono l'opportunità di entrare a far parte della squadra di basket sono Harvard, famosa sicuramente non per i trionfi sportivi, e Brown. Tra l'altro entrambe, a causa del loro regolamento interno, non possono offrire borse di studio per meriti sportivi. Così Lin sceglie di iscriversi ad Harvard, che accetta la sua domanda dopo aver controllato che i voti del giovane giocatore si adattino agli standard accademici dell'istituto. Nonostante le difficoltà del primo anno, in cui non riceve un gran minutaggio perchè il coach non lo considera all'altezza dal punto di vista fisico e atletico, Lin riesce pian piano a ritagliarsi spazi sempre più importanti fino a divenire la stella della squadra, tanto da far temere allo staff tecnico di poterlo perdere a vantaggio di Stanford che potrebbe concedergli una borsa di studio in qualunque momento, ma la paventata offerta non arriverà mai. Una delle imprese più prestigiose della storia di Harvard risale a questo periodo e riguarda la vittoria esterna contro Boston College, ottenuta grazie a 27 punti 8 assist e 6 rimb del talentuoso play asiatico-americano, ancora oggi questo successo è considerato uno dei più clamorosi upset degli ultimi anni di NCAA. Jeremy ottenuta la laurea in economia, chiude la carriera al college con 13 punti di media e si dichiara eleggibile per il draft del 2010. Rex Walters coach di San Francisco University ed ex giocatore NBA è uno dei pochi ad apprezzare Lin durante il periodo al college, infatti afferma che Jeremy ha avuto una carriera universitaria di secondo livello perchè molti coach valutano un ragazzo dopo averlo visto per 5 minuti in base a quanto corre, salta ed è agile, mentre per apprezzare Lin bisogna guardarlo giocare più di una volta. Il draft ed il continuo peregrinare
Al draft 2010 Lin non viene scelto nonostante diverse squadre lo invitino agli allenamenti predraft, il problema è che in queste circostanze i giocatori vengono fatti giocare 1vs1 2vs2 3vs3 e, come dichiarato dallo stesso giocatore, non è questo il modo di giocare a basket che predilige. Pertanto Jeremy è un undrafted e inizia il suo peregrinare in cerca di un contratto che realizzi il sogno di giocare in NBA. Donnie Nelson gm dei Mavericks lo invita a partecipare al minicamp organizzato a Las Vegas, dove gioca la prima gara contro Wall, la prima scelta assoluta del draft 2010. Lin, mette in difficoltà il più famoso avversario e chiude la serata con 13 punti con il 50% dal campo, invece Wall realizza 21 punti ma con il 25% al tiro. Il play asiatico-americano disputa una buona summer league e riceve offerte di contratto da Dallas, dai Lakers e dai Warriors, decide così di firmare con Golden State, la squadra della sua città e di cui è sempre stato tifoso fin da piccolo. All'annuncio del suo ingaggio, la comunità asiatica ben radicata nella zona è andata in estasi e numerose sue maglie sono state vendute prima ancora che giocasse la sua prima partita in NBA. Nella conferenza stampa di presentazione Lin dice chiaramente di non essere un fenomeno atleticamente ma di essere ugualmente efficace e saper come giocare la partita, paragonandosi a Goran Dragic per lo stile di gioco. Al suo esordio è il primo americano di origine taiwanese a giocare in NBA. Purtroppo a Golden State è chiuso da Stephen Curry e Monta Ellis, quindi gli vengono concessi un paio di minuti a gara venendo spesso mandato a giocare in D-League. Nonostante questo ogni sua apparizione all'Oracle Arena è accolta da un'ovazione e ogni volta che tocca il pallone fragorosi boati affiorano dagli spalti. A questo periodo risale un curioso aneddoto, pare infatti che coach Keith Smart avesse deciso che in allenamento non sarebbe stato chiamato nessun fallo a favore di Lin. L'idea alla base di questa decisione era che essendo un rookie sconosciuto avrebbe avuto pochi fischi favorevoli da parte degli arbitri. La sua prima stagione va in archivio con 3 punti di media in 10 minuti giocati.
Il contratto già firmato con Teramo
Durante il periodo del lockout decide di prendere in considerazione anche l'eventualità di giocare all'estero. Così va a giocare per qualche settimana in Cina con grandissimi risultati, tanto che Yao Ming presidente dei Shanghai Sharks cerca, invano, di ingaggiarlo. Inoltre poco prima della fine del lockout Lin è stato vicinissimo a firmare per Teramo. Infatti Marruganti, ds del team teramano, conserva una copia del contratto firmato da Jeremy, che prevede circa 120mila dollari per un anno e senza clausola NBA escape. L'affare alla fine non si concretizza perchè la Banca Tercas decide di puntare su Charles Jenkins, che tra l'altro a causa della fine del lockout non disputerà alcuna partita con Teramo.
Il taglio dei Warriors e dei Rockets, poi NY
La stagione 2011-12 non inizia nel migliore dei modi per Jeremy, agli inizi di dicembre viene tagliato dai Warriors, che avevano la necessità di liberare spazio salariale per firmare il free agent DeAndre Jordan. Subito dopo viene ingaggiato dai Rockets, ma anche questi il giorno della vigilia di Natale lo tagliano per prendere Samuel Dalambert, visto che nel ruolo di play hanno Lowry, Dragic e Flinn. Il 27 dicembre Lin firma un contratto con New York, martoriata dalle assenze, che lo ingaggia soprattutto per avere un numero minimo di giocatori per gli allenamenti. Anche qui Jeremy si aspetta di essere tagliato da un momento all'altro, tant'è che invece di cercar casa chiede ospitalità al fratello maggiore che vive nella Grande Mela, questi non riesce a trovargli sistemazione migliore del divano del salotto. I mesi di dicembre e gennaio li passa tra divano e panchina, oltre ad essere nuovamente mandato a giocare una partita in D-League dove tanto per sgranchirsi un po' mette a segno una tripla doppia. Lin-attesa esplosione
Nel mese di febbraio accade ciò che nessuno si sarebbe aspettato. Con i Knicks in crisi nera reduci da troppe sconfitte e con un D'Antoni ormai prossimo al licenziamento, Lin viene lanciato sul parquet visto lo scarso rendimento di Douglas e Shumpert. Il play californiano non si lascia sfuggire l'occasione e firma 25 punti (career high) conditi da 7 assist mandando in visibilio il Madison Square Garden, che può festeggiare la vittoria del derby contro i vicini di New Jersey. Scoppia così la Linsanity, soprannome coniato dai tifosi dei Knicks prendendo spunto dalla Vinsanity che molti anni prima aveva coinvolto i fans dei Raptors e la loro stella Vince Carter. In molti accorrono ai negozi per acquistare la #17 di Jeremy, ma New York non dispone della casacca e in fretta e furia procede alla stampa di migliaia di magliette. Una vicenda curiosa risale alla sera precedente alla gara, quando Jeremy è costretto a chiedere ospitalità al compagno di squadra Fields, poichè suo fratello gli chiede di lasciare per qualche giorno l'appartamento visto l'imminente arrivo della fidanzata. Nelle 6 partite successive Lin è nello starting-five e nonostante l'assenza di Anthony (infortunato) e Stoudemire (in lutto per la morte del fratello) i Knicks firmano 6W di fila, grazie alle brillanti prestazioni del giovane play, che tra l'altro può vantare di essere l'unico giocatore della storia della NBA a firmare almeno 20 punti e 7 assist nelle prime 5 gare giocate in carriera partendo in quintetto. Il match della consacrazione è quello contro i Lakers, disputato a New York il 10 febbraio. Kobe Bryant è costretto ad inchinarsi a Lin che con 38 punti (nuovo career high) e 7 assist gli ruba scena e soprannome diventando il Yellow Mamba. Proprio nella serata della vittoria contro Los Angeles accade un episodio spiacevole, infatti il giornalista di Fox Sport Jason Withlock durante la gara twitta “Stanotte qualche ragazza fortunata di New York sentirà un paio di pollici di dolore”, alludendo alle prestazioni sessuali del play di NY. Un commento oltre che fuori luogo anche di pessimo gusto, infatti le scuse non tardano ad arrivare, ma Jeremy, bersagliato fin da piccolo per le sue origini, non si esprime sull'accaduto e risponde pochi giorni dopo sul campo mandando a segno la bomba che, a mezzo secondo dalla sirena, regala la vittoria a New York nella sfida contro Toronto. Per questi motivi e tanti altri nelle ultime due settimane Lin sta rubando la scena a tutti e tutto: Magic Johnson ha dichiarato che l'entusiasmo portato da questo ragazzo non si vedeva da anni, Sport Illustrated gli ha dedicato un'intera copertina dal titolo “Against all Odds” (contro ogni previsione), l'NBA per farlo partecipare All Star Weekend ha alzato a 10 il numero di giocatori per squadra in occasione della partita tra Rookie e Sophomore, aggiungendo Lin alla squadra di Griffin&co e Cole in quella delle matricole. Naturalmente tutta questa attenzione mediatica intorno al giocatore sta rimpinguando anche le casse di New York, le cui vendite di casacche sono incrementate del 3000% , mentre il prezzo del biglietto per le partite è aumentato del 20%. Lin, che diventerà a fine stagione restricted free agent, in appena due settimana è passato dall'anonimato assoluto a diventare una vera e propria star internazionale, senza perdere la sua umiltà e giustificando tutto questo dicendo “é un miracolo di Dio”. Per chi è curioso di sapere se è ancora ospite di Fields o è tornato a dormire sul divano del fratello, vi dico che il giovanotto si è concesso il lusso di affittarsi un appartamento di David Lee sito nella Trump Tower di White Plains con vista su Manhattan, anche se i ben informati sono pronti a scommettere che questa “casetta” rappresenta solo una sistemazione temporanea.
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