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Nell'anticipo Ostuni batte Forlì all'ultimo secondo: 68-67

06:58 28 Gennaio 2012 Redazione Worldbasket

Fonte: Forlì Basket - Riccardo Girardi

Forlì (+5 a 16'' dalla fine) 'riesce' a perdere. RaiSport manda in onda il suicidio perfetto. Avanti per 39'55", FulgorLibertas punita dal golden-gol di Berti. Ostuni in coma contro i 'reduci' di Vucinic: ma manca il killer-instinct. 9° ko esterno su 9.

Franco Marcelletti

PalaPentassuglia, Contrada Masseriola - Brindisi (BR). Sfuma, beffardamente, spostando ancora un po' più in là il confine dell'assurdo, a 5" dalla sirena, la prima vittoria esterna di Forlì. Sconfitta, lo diciamo subito, che fa male. Un male cane. Innanzitutto perchè sostanzialmente immeritata. Poi perchè figlia - anche se solo parzialmente - delle condizioni impresentabili con cui la FulgorLibertas scende (e ad un appuntamento così importante, così non si scende) sul campo (neutro) più battuto della LegaDue: quello di Ostuni.
I gialloblu di casa e i biancorossi romagnoli, diciamolo senza mezze misure, mandano in onda su RaiSport (prima però l'appassionante overtime di pallanuoto tra Montenegro e Ungheria) una partita che, non fosse per qualche colored in campo, sarebbe roba buona a malapena per una DNA (Serie A Dilettanti, B1: do you understand? do you remember?). Numeri alla mano dateci torto: squadre che tirano dal campo complessivamente sotto al 40%, indici di valutazione che oscillano tra i 66 loro e i 44 (al lordo di rilevazioni statistiche forse non affidabilissime) nostri. Ostuni è patetica. Forlì, a conti fatti, di più. Ecco perchè è una sconfitta che, oltre a bruciare - e tanto - a dismisura 'a caldo', minaccia di far male - e neanche poco - potenzialmente anche a freddo. Perchè un iptetico arrivo a pari punti con Ostuni a fine campionato (indovinate per scongiurare quale posto in classifica) direbbe alla FulgorLibertas 0-2.
Forlì fa, per 39 minuti, grossomodo la partita che deve fare. Senza lunghi veri a parte Casoli (o quel che ne resta), la butta sulla rumba, sulla corsa, sul ritmo, su qualche difesa tattica. Tutto bene, perchè mentre gli stranieri-tutti di Forlì tengono in pugno il joyped della gara, Ostuni è di una pochezza sconcertante: tiri che scheggiano a malapena il ferro, palleggi sui piedi, Johnson che parla una confusa lingua che sembra capire solo lui, il vento dell'Est Klobucar-Jurevicius che sembra più che altro una flatulenza. E ancora: gli attesi lunghi - che avevano un banchetto da sbranare a centro area - che si marcano da soli, un Marcelletti che non ci capisce niente e pensa solo a protestare. Ce ne sarebbe, pur nelle disperate condizioni con cui Vucinic manda in campo la squadra, per una comoda vittoria.
E infatti il torto imperdonabile della FulgorLibertas è di non sferrare mai il pugno del ko ai fantasmi della Città Bianca, anche quando i poveretti sembrano un pugile suonato, che vaga ubriaco per il ring, in procinto di gettare la proverbiale spugna dinnanzi alla propria mediocrità intrinseca. E' la storia di un vantaggio spesso e volentieri in doppia cifra per 30', del tenue ritorno di Ostuni che risale fino a -4 a 5' ma - badate bene - non offre mai la sensazione di poterla raddrizzare, fino al nuovo +9 a 4' dalla sirena (3+1 di Huff, Zanna: "Mamma butta la pasta"), che sembra definitivo. Non lo è: perchè ci regaliamo perfino un +5 a 16" dalla fine. A quel punto, comprenderete, è decisamente più difficile perderla, ma Forlì decide di impegnarsi in tal senso: tripla di Carenza per il -2 (Carenza chi?); Trapani alza il gomito sulla rimessa e ai grigi non par vero; psicodramma completato negli ultimi 12": dalla millesima incursione di Johnson, murato sotto al cesto, scaturisce la prima riapertura sull'arco del minuscolo play salentino. Appostato per la dolorosa fucilata c'è Berti: che converte una prova incolore in una serata da ricordare. Vince Ostuni, Forlì non ci crede. 9° ko su altrettanti viaggi. Ricapiterà mai un'occasione del genere?



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